Seconda Guerra

I miei ricordi della sua guerra

La storia di mio padre durante la Seconda Guerra Mondiale non la conosco particolarmente. Ho qualche vago ricordo della sua partecipazione alla campagna di Francia, ma non so precisamente dove, e alla campagna di Albania. Mi raccontava che combattevano contro i partigiani albanesi (infatti all’inizio della guerra l’Italia era alleata con i tedeschi) che fermavano l’invasione italiana nelle zone di Berat, Argirocastro e Himara, e che aveva fatto il corso per marconista-telegrafista.

Mi ricordo un aneddoto che mi aveva raccontato.
Quando l’Italia si era alleata con gli americani (nel 1943), i tedeschi avevano fatto prigionieri gli italiani che erano in Albania e li avevano deportati in Germania. Siccome non avevano autisti per i mezzi militari, avevano chiesto ai prigionieri se ci fosse qualcuno capace di guidare il camion. Lui, per non essere deportato, disse che era autista anche se non aveva mai guidato un camion; infatti fino ad allora aveva sempre fatto l’elettrauto di corriere, perciò sapeva guidarle quel tanto che bastava per spostarle dentro e fuori dall’officina, ma non era un vero e proprio autista.
Così gli diedero una patente militare e lo misero alla guida. Le prime volte mi diceva che li sbatteva come polli: salti sulle buche, frenate e accelerate da pazzi, da quello che loro credevano un vero autista. Con il tempo però aveva fatto esperienza, tant’è che dopo la guerra aveva iniziato a lavorare come autista di corriere a Cortina d’Ampezzo (dove io sono nato) e poi in quella che all’epoca si chiamava “Atesina” a Riva (dove per un periodo ha guidato l’OM “Super Orione” raffigurato nell’immagine nella Home del sito) fino alla sua morte, nel 1975.
Successivamente era stato deportato in Germania, da dove poi era ritornato in Italia. Nel 1963 ha ricevuto la Croce al Merito di Guerra per l’internamento in Germania.

Qui sotto alcune sue fotografie durante la campagna di Albania.